Fondata attorno al VII secolo d.C. dai Tedaldi, Badia ospitava presumibilmente i pellegrini di passaggio lungo la Via Ariminensis.
Nella prima metà del ‘500 il monaco certosino Leonardo Bonafede fece costruire l’Abbazia di San Michele Arcangelo, abbellita con preziose terrecotte invetriate, da lui commissionate a Benedetto e Santi Buglioni, discepoli e collaboratori dei Della Robbia.
BADIA TEDALDA: è uno dei tanti piccoli borghi medievali che costituiscono la Valtiberina, terra in cui Piero della Francesca nacque, valle da cui trasse ispirazione ed a cui regalò alcuni dei suoi più celebri capolavori. Sansepolcro, sua città natale e città del secolare Palio della Balestra, è un caratteristico borgo che include in un centro storico racchiuso da una cinta muraria, un’importante Fortezza Medicea.
E’ sede del Museo Civico che conserva le sue migliori opere, lo splendido affresco della Resurrezione, il Polittico della Madonna della Misericordia e gli affreschi del San Giuliano e del S. Lodovico.
Altro capolavoro di Piero della Francesca, è conservato all’interno dell’omonimo Museo della “Madonna del Parto”, assieme alla documentazione del recente restauro, nel vicinissimo borgo medievale di Monterchi.
Continuando il cammino tra la storia e l’arte della valtiberina, a pochi chilometri da BADIA TEDALDA si incontra il piccolo borgo di Caprese Michelangelo, città natale di Michelangelo Buonarroti forse battezzato nella duecentesca Chiesa di S. Giovanni Battista. La casa natale è oggi trasformata in museo.
Per scoprire i colori, la luce ed i paesaggi che illuminarono gli occhi e caratterizzarono
l’opera dei nativi artisti, in un ambiente naturale di particolare bellezza, BADIA TEDALDA grazie anche all’impegno della Pro Loco, accoglie i visitatori con escursioni a piedi, in bicicletta e a cavallo nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna che protegge una parte della dorsale appenninica compresa tra Badia Tedalda e Sansepolcro, e fa da spartiacque tra l’alta valle del Tevere in versante tirrenico, e quella del fiume Marecchia in versante adriatico.
L’area protetta è confinante con l’omonima Oasi di Protezione Faunistica che, tutelando in particolar modo mammiferi ed uccelli, amplia in modo consistente la superficie destinata alla conservazione del patrimonio faunistico.
Lungo pendii impervi e vallate sterminate è possibile incontrare paesaggi e panorami di una bellezza unica. Nei pascoli e nelle radure emergono le Valli del Presale e del Marecchia, dove tra le tante mandrie di bestiame emerge una razza forte e robusta, dotata di una grande capacità di adattamento a vivere all’aperto, la “chianina” che produce una qualità di carne apprezzata in tutto il mondo per il suo particolare ed inconfondibile sapore.
